vita meravigliosa

Vita Meravigliosa

Il bello della Pasqua è che non si esaurisce con la Pasqua stessa, ma il cristiano continua ad avvertirne la presenza anche dopo che si è conclusa, come l’eco del profumo di una donna bellissima, che permane nella stanza anche quando se ne è già andata.

Scrivo questo breve articolo il Giovedì Santo, giorno in cui si ricorda l’Ultima Cena di Gesù con la lavanda dei piedi. Quest’anno il Sommo Pontefice ha scelto dodici sacerdoti per questo rito, nell’intento di voler sottolineare, ancora una volta, l’importanza della presenza e della parola della Chiesa nel mondo.

Dodici apostoli che, simbolicamente, ripartono e riprendono quel camminino di sacrifici e stenti per diffondere la parola di Dio tra i popoli della Terra che, oggi, come duemila anni fa, sembrano poco inclini al dialogo, alla condivisione, all’unione, alla pace. Sembra quasi che l’arroganza e l’uso della forza, oggi come allora, siano diventati l’unica pratica possibile per risolvere ogni divergenza, ogni questione.

Ero poco più che fanciullo,

ma leggevo e apprendevo questo e molto di più su una enciclopedia di tredici volumi che, consunta per l’utilizzo, troneggiava in una pseudo libreria, uno scaffale direi, in una stanza dove, insieme ad altri due fratelli dormivo.
“Vita Meravigliosa” era la scritta che risaltava con caratteri dorati sulla copertina blu e sul dorso di ogni volume.

Già, Vita Meravigliosa! Aveva l’intento, molto ben riuscito nel mio caso, di avvicinare l’adolescente e fargli comprendere e conoscere fatti storici, personaggi, scoperte, invenzioni che, fino ad allora, ovvero gli anni Sessanta, avevano caratterizzato e caratterizzavano il mondo moderno.

Tutto era spiegato e accompagnato da qualche rara foto e moltissimi disegni a colori, molto ben fatti e curati nei dettagli, che rappresentavano insieme alla lettura tutta quella forza attrattiva del mio interesse e della mia voglia di conoscenza.

Ed era così che mi ritrovavo spesso, dopo essere stato catturato dalla lettura, con quella semplicità di linguaggio efficace e penetrante, a guardare quelle bellissime rappresentazioni colorate che fissavano ancor di più quell’argomento o quei fatti che, inevitabilmente, avrei rincontrato, per doverli studiare e approfondire nei miei percorsi di studi.

Non solo. Storie e personaggi con i quali, spesso, mi sono trovato addirittura a misurarmi o immedesimarmi per superare le molte difficili prove a cui sono stato chiamato nella mia personale storia di vita vissuta.

Una vita che ritengo meravigliosa,

per averla vissuta appieno, non sottraendomi mai ai miei doveri e alle molteplici fatiche, ma nello stesso tempo raccogliendone i frutti e le soddisfazioni che mi ha voluto dare e che, quando ho potuto e ne ho avuto la possibilità, ho pure condiviso.

“Miti e leggende di ogni popolo” era sempre il titolo dell’inizio di un nuovo paragrafo della mia enciclopedia, dove la storia e la narrazione si fondevano in un unicum imprescindibile tra il racconto e la leggenda e dai quali era difficile, se non impossibile, sottrarsi e non rimanere affascinati.

Credo così di aver interpretato sempre i miei ruoli nei più diversi aspetti cui la vita mi ha chiamato a ricoprire. A cominciare da quella di studente, di lavoratore, di amministratore pubblico, di marito e padre, fino a quello di imprenditore in settori anche diversi.

Credo che quelle letture, quei disegni, quei capitoli storici che mi hanno stimolato e che tanto interesse hanno suscitato in me, abbiano contribuito in maniera determinante e incisiva a costruire prima e a considerare poi la mia vita, al pari della mia enciclopedia, meravigliosa.

Perché una vita è meravigliosa solo quando celebra l’esistenza in tutta la sua complessità,

inclusi i dolori e i momenti difficili,

imprevedibili, ma pur sempre emozionanti, e talvolta anche un po’ folli, riconoscendone il valore intrinseco che ci fa assaporare di più e meglio i momenti migliori.

La vita di ciascuno di noi è, per il solo motivo che la viviamo, meravigliosa!
A Noi e solo a noi il compito di ‘condirla’ e viverla nel modo più consono e a noi più attinente.

Che cosa c’è di più bello dei colori di un tramonto, di un’alba chiara e luminosa, del profumo della primavera e dei suoi colori. Dell’azzurro del mare o dei monti innevati, di un cielo limpido terso di nubi, di una natura incontaminata o pur anche di una città ordinata e pulita. Di un bosco lussureggiante o di un parco attrezzato dove i bambini possono correre o giocare. Tutto ciò, e già solo questo, è di per sé solo una parte della nostra vita meravigliosa che ci circonda e che possiamo avere, assaporare, godere.

Tutto il resto è dipeso e dipende solo da noi, dalle nostre scelte – siano esse di pazienza o d’impazienza, di laboriosità o di lavativi, di spregiudicatezza o di parsimonia, di disponibilità o chiusure, di capacità di ascoltare e condividere, di rispetto verso il prossimo o di arroganza – come dall’osservanza dei doveri e della conoscenza dei nostri diritti di amare o perfino odiare chi non è come noi o non la pensa come noi.

In fondo, ci vuole poco a rendere la vita, la nostra vita meravigliosa.
Con il tempo ho capito che il male, in tutte le sue esternazioni, va combattuto con la forza del bene, che non bisogna reagire alle cattiverie e che ciò che veramente conta è l’armonia.

Qualcuno, che in questi giorni chiameremo il Risorto, ci ha già fornito tutti gli ingredienti per poterla vivere, la vita, e trascorrerla nel modo a noi più bello e congeniale. Facciamolo! Non tiriamoci indietro e non pecchiamo di pigrizia, apatia o abulia, e al titolo del celebre film, La vita è bella, io aggiungo, meravigliosa.